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L’unica città che ho odiato visitare: La Paz

The only city I hated visiting: La Paz (By Olaf (Flickr: La Paz) [CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons

Last updated on 30/04/2017 at 18:20:34

Nel corso della mia vita ho visitato un discreto numero di nazioni, di conseguenza almeno una città per ognuna di queste. Più città vedi, più crescono le probabilità di vedere qualcosa che non ti piace, ma alla fine devo dire che mi sono goduto quasi tutti i luoghi che ho visitato. Certo, ci sono città che ho adorato e altre che mi hanno un po’ deluso, ma talvolta questo non dipende dal luogo in sé, quanto dalle proprie aspettative, col rischio che più immagini qualcosa che sia bello o incredibile, più è facile rimanerne delusi.

Ad ogni modo, nei miei viaggi, sono incappato in una sola città che ho veramente odiato, dal primo all’ultimo giorno che ho trascorso lì: La Paz, in Bolivia.

Troppe aspettative?

A dire il vero, no. Sapevo solamente che era, ed è ancora, la capitale più alta al mondo e volevo passare un paio di giorni lì dato che mi stavo recando in Perù. Era il 2010 ed ero in Bolivia già da una settimana, più o meno, e mi stavo dirigendo verso il lago Titicaca, quindi uno stop a La Paz era dovuto. Col senno di poi, avrei dovuto lasciar perdere e usare quei giorni in posti migliori.

Penso che il mio cervello abbia cancellato grosse parti della mia memoria riguardo la mia permanenza lì oppure non ho più il nulla osta necessario per materiale riservato per accedere ai file mnemonici di quei giorni, ma giusto per cominciare, non ricordo dove ho passato la prima notte e come ho raggiunto quel posto, a prescindere da quale sia. Ricordo solamente che sono arrivato a La Paz la sera tardi, probabilmente verso mezzanotte, e il bus mi lasciò insieme ad altre persone nella parte più alta della città, quella più povera. Ciò che ricordo dopo è che era mattina inoltrata e mi trovavo in un grande ostello prenotando il mio soggiorno… Nessuna idea di cosa ci sia nel mezzo.

L’ostello era grande, moderno e ben recensito, ma dato che non mi va mai bene niente, era troppo giovane. Il che significa feste, musica ad alto volume fino alle prime ore dell’alba, gente ubriaca (odio profondamente gli ubriachi) e gente che scopava vicino al mio letto, sotto una tenda improvvisata realizzata con le lenzuola. Inoltre qualcuno mi fregò la custodia del cellulare, pensando di trovarcelo dentro, quando invece era al sicuro in una delle mie tasche.

Il giro in città non fu di certo migliore

Trovandosi a un’altitudine media di 3600 metri s.l.m., l’aria è rarefatta e si respira con difficoltà. Non stavo soffrendo di soroche, che è il mal di altura, dato che mi ero abituato all’altitudine essendo già da una settimana in Bolivia, ma a La Paz la cosa era diversa.

Innanzitutto, considera la città come un ottovolante. È un continuo saliscendi di strade e viottoli, che fanno sì che tu ti debba arrampicare e faticare per raggiungere la cima. Non importa quanto sei allenato, è stancante. Ti fermerai a riposare e a prendere fiato più volte di quanto ti piacerebbe, solo per renderti conto che stai respirando merda gassosa. Il parco auto era, e probabilmente è ancora, il peggiore che tu possa trovare, con mezzi che probabilmente sarebbe illegale pure tenere parcheggiati, in un paese civilizzato.

The only city I hated visiting: La Paz

La città era invasa dai veicoli, dalle normali auto fino ai taxi e ai colectivos (taxi condivisi economici, con tratte fisse), tutti emananti dense nuvole di fumo nero. La VW avrebbe potuto usare la città come circuito di test per le loro auto, nessuno avrebbe notato i loro problemi!

Ora basta fare una somma di questi due fattori, altitudine e inquinamento: vuoi disperatamente riposare e prendere una bella boccata d’aria fresca ma l’unica cosa che c’è è fumo puzzolente che ti colora i polmoni di nero. Ho alzato gli occhi al cielo con aria di sfida non so quante volte, ma poi ho visto le colline circostanti ricoperte di case in mattoni e mi sono depresso.

Ogni minuto passato lì era un minuto di troppo, respirare era doloroso e il mio umore era sotto i piedi. Non ricordo niente della città ad eccezione dei feti di lama venduti in un mercato (Mercado de Hechiceria, o mercato delle streghe) e uno strumento musicale realizzato con la schiena dell’armadillo, il charango. Non ho nemmeno scattato alcuna foto della città a causa di quanto la stavo odiando (grazie a Wikimedia per le immagini).

The only city I hated visiting: La Paz

Finalmente, dopo non ricordo nemmeno quante notti, ho lasciato quell’inferno per raggiungere il lago Titicaca, giurando a me stesso di non tornarci mai più.

Non so se si è trattato di sfortuna o il problema ero io, e non posso sapere se ora la situazione relativa ai mezzi di trasporto e l’inquinamento è cambiata, con meno e più nuovi mezzi per le strade, ma onestamente non sono così curioso da concedere a La Paz una seconda chance per verificarlo.

Hai mai visitato un posto per poi giurare di non rimetterci più piede? Raccontamelo nei commenti!

Piaciuto? Pinnalo!

The only city I hated visiting: La Paz

      

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