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Prendere un pullman in Brasile. Quello sbagliato…

Wrong bus - Luca travels Around

Last updated on 03/07/2017 at 15:14:21

Tutti sbagliamo quando viaggiamo. Alcuni una volta, altri di più, ma è inevitabile che prima o poi, un bell’hashtag #travelfail sul tuo profilo social, renderà indimenticabile la tua esperienza. Quello che è successo a me è stato giusto prendere un pullman in Brasile, non quello che volevo, ma me ne sono accorto troppo tardi.

Quando decisi di andarmene zaino in spalla in Sud America, io e la ragazza che era con me siamo atterrati a Maceiò, nel nord del Brasile. Siamo arrivati di sera tardi e abbiamo trovato una specie di tassista sicuramente parente di Ayrton Senna che ci ha “guidati” fino all’ostello dove dovevamo passare la notte. Dopo aver visto che tipo di struttura era, abbiamo deciso di andarcene il giorno seguente, verso un’altra città.

Maceio - Luca Travels Around

Beach in Maceiò

Eravamo a metà dicembre, il tempo era splendido e, dopo un rapido salto in spiaggia, siamo andati a un internet point per prenotare le nostre prossime 3/4 notti: Salvador de Bahia. Già sognavamo di spiagge, natura, storia, una città vivace e interessante, e con quella mentalità, abbiamo preso un autobus locale per la stazione dei pullman della città. Dopo molto poco ci siamo resi conto che eravamo nella zona delle favela, autobus sbagliato, nessuna stazione in vista…

Devi sapere che nessuno di noi parlava brasiliano o portoghese, e che l’unica cosa che io sapevo dire era cartão de crédito (carta di credito), perché mi piaceva come suonava. Una cosa davvero utile quando vorresti che qualcuno di aiutasse a trovare la via.

Ad ogni modo, una signora locale ci ha aiutati a prendere il giusto bus verso la stazione. Non appena l’abbiamo raggiunta, qualche dubbio ci ha assalito: saremo stati in grado di adattarci a situazioni del genere nei prossimi mesi? Comunque, non ci siamo scoraggiati. Salvador de Bahia ci stava aspettando e non sarebbe stato gentile da parte nostra farla attendere!

Salvador de Bahia - Luca Travels Around

C’erano diverse biglietterie alla stazione dei pullman, ognuna con cartelli con su scritto in maniera molto evidente destinazioni e tariffe. Dato che non sapevamo come comunicare, abbiamo fatto un giro osservando attentamente ogni cartello, così da chiedere info solo a chi vendeva effettivamente un biglietto per Salvador de Bahia. A quel punto saremmo stati obbligati a parlare, in un modo o nell’altro, ma alla fine riuscimmo nell’impresa e la transazione ebbe successo! Noi eravamo felici, il venditore era felice, tutti erano felici! Prendere un pullman in Brasile? Un gioco da ragazzi!

Finalmente ci siamo rilassati un po’, esplorando la stazione e cercando di abituarci al posto. Oltretutto, il jetlag stava cercando di assoggettarci al suo volere, ma avremo potuto riposare una volta in viaggio.

Dopo un magro spuntino a causa della nostra difficoltà nel capire gli ingredienti del cibo locale, il pullman stava finalmente arrivando. Siamo partiti che era pieno solo a metà, quindi non fu un problema trovare due posto. Io stavo incollato al finestrino, osservando il panorama che cambiava man mano che procedevamo e notando quanto differiva da quello europeo a cui ero abituato.

Verde, un sacco di verde rigoglioso. Un verde amazzonico. E poi il contrasto con la terra rossa. Nel nord del Brasile, la concentrazione di ferro nel suolo è probabilmente molto alta quindi ogni volta che la strada tagliava una collina, sembrava che i lati della carreggiata fossero dei campi da tennis del Roland Garros. Uno spettacolo eccitante, se ci aggiungiamo anche il blu del cielo.

Brasilian road - Luca Travels Around

Il tempo stava scorrendo, e io mi lasciavo distrarre dal panorama. Ci siamo fermati non-ho-idea-dove e dopo poco siamo ripartivi, verso la nostra destinazione. All’imbrunire si iniziavano finalmente a vedere sempre più case e dopo poco abbiamo raggiunto la città, Salvador de Bahia!

La stazione dei pullman era piuttosto piccola, abbiamo preso i nostri zaini appena scesi e fatto un po’ di stretching, la cosa migliore da fare dopo ore passati a sedere. Anche la ricerca di un bagno come si deve era importante, quindi siamo andati a turno.

Puliti e distesi, mappa alla mano, siamo andati alla biglietteria chiedendo dove fosse il nostro albergo. Il ragazzo, come era ovvio, parlava solo brasiliano ma quando vide l’indirizzo iniziò a sorridere, facendoci capire che l’albergo non si trovava lì, semplicemente perché la città era sbagliata.

Gli ho allungato la mappa e lui ha fatto una grossa croce rossa su dove in realtà ci trovavamo: Vitória da Conquista, più di 500 km a sud di Salvador de Bahia!!!

Vitória da Conquista

Vitória da Conquista, niente mare in vista

Non volevamo crederci, ma dopo averglielo chiesto diverse volte senza ottenere una risposta diversa, ci siamo arresi. Nessun pullman sarebbe partito prima delle 4 di mattina, a prescindere dalla destinazione. Abbiamo fatto mente locale e dopo un po’ optammo per aspettare per più di sei ore il primo pullman che sarebbe partito.

La nuova destinazione sarebbe stata São Paulo, a più di 24 ore di viaggio a sud. Un viaggio epico, direi. Eravao piuttosto scocciati da tutto quello che ci era capitato che la decisione di lasciare il Brasile il prima possibile fu unanime. Troppo grande per goderselo in poco tempo, troppo inesperti noi due per affrontare un paese così diverso dai nostri usi e costumi. L’Argentina ci avrebbe accolto in maniera migliore, a partire dalla lingua!

Attraversare il Brasile da nord a sud in pullman senza quasi mai fermarsi e vedendo niente? Fatto.

E te, ti è mai capitato un fail così grosso che ha quasi rovinato il tuo viaggio? Parlamene nei commenti!

Piaciuto? Pinnalo!

Taking a bus in Brazil the wrong one - Luca Travels Around

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